martedì, 28 novembre 2006, ore 19:01

beh, ci si saluta.
Cioè, è un arrivederci.
Diciamo che splinder mi inizia ad andar stretto, mi piace cambiare e quindi leviamo le tende.
No, non muoio.
No, non mi ammazzo.
Semplicemente, cambio blog, anzi, indirizzo.
Di là troverete tutti i post e quasi tutti i commenti che mi avete lasciato in questi mesi.
Perché, direte voi?
Le ragioni son poche:
1) sono egocentrico e bon
2) se rileggo ancora splinder è in manutenzione, abbiate pazienza, muoio
3) c'avevo voglia di ampliare la mia cultura cssistica (ma questa è qui solo per far numero)
Quindi prendetevi per mano e, in fila per due, avviatevi verso l'uscita.
Non dimenticate nulla sotto al banco.

La nuova entrata è su:

www.greenwich-village.it

Ora, c'è la questione dei link.
Siccome ci tengo, perché comunque sono un fottuto egocentrico, fatemi la (gentile) cortesia di cambiarlo senza che ve lo debba chiedere, mi pare penoso. Lo farò tuttavia, se ve ne dimenticate, anche perché per inserire il vostro dall'altra parte ho fatto una fatica che non vi dico.

Baci.

Vostro greenwich, con in bocca una Marlboro Rossa.


domenica, 26 novembre 2006, ore 17:04

Il mio animo dicotomico nonché ossimorico mi impone di avere sfaccettature caratteriali tra esse il più contrastanti possibili. Tipo che so essere determinato e pigro fino allo schifo. Schifo in senso letterale, cioè, se so che per tre giorni vivrò da eremita senza vedere né incontrare nessuno se non la macchinetta del caffè o il distributore delle sigarette, perché lavarsi? O che ne so, regolarmi la barba? Appena il puzzo mi obnubila e l’aria attorno a me inizia ad ondeggiare ci si infila sotto la doccia, risparmiando ben diciotto se non venti minuti al giorno, che ci posso fare un sacco di cose utili con quei venti minuti che ora non mi vengono in mente ma è uguale.
Io poi divido le cose tra quelle che vanno fatte ma senza averne voglia e quelle che non è obbligatorio fare:
caso a: le cose che vanno fatte ma senza averne voglia.
Queste cose si suddividono in due sottocategorie, quelle a lungo termine e a breve termine. Seguono pratici esempi.
Quelle a breve termine sono le più noiose, perché ti obbligano ad alzare il culo dal divano, ove riposavi le tue membra da una dura giornata di ozio, e attivarti. Metti che ti viene ordinato dall’alto di andare a buttare l’immondizia, hai tre soluzioni:
a) ti alzi e vai
b) ti alzi e a schiaffi convinci gentilmente un fratello minore ad andarci al posto tuo
c) ti alzi e spieghi a tua mamma che il nuovo regolamento comunale impone di portare l’immondizia al cassone in orari prefissati (generalmente ove tu, sicuramente, non sei in casa) e che se la portassi per davvero c’è una multa salata, ma non scherziamo per cortesia che già i soldi son pochi e ci sono le bollette da pagare.
Poi ci sono quelle a lungo termine che sono quelle che prima o poi devi alzare il culo dal divano, ma non c’è fretta.
Prendiamo un blogger a caso, Gigetto, che ha da farsi il libro di Diritto Commerciale (900 pagg. Giappichelli Editori) in due mesi. Uno studente oculato studia quindici pagine al giorno con costanza, seguendo una tabella di marcia attentamente preparata ove specifica anche le eventuali pause cibo/bagno/sigaretta/sega (avanti, che qui mi si palesi qualcuno che non s’è mai tirato una pippetta mentre studiava, avanti) per otto ore al giorno. Uno studente pigro, tipo il nostro Gigetto, prende le novecento pagine e se le spalma sui 60 giorni come fosse gorgonzola su una fetta biscottata. Il primo giorno è domenica e di domenica c’è il campionato (primariamente) e poi di domenica non lavora nessuno (da usare come rafforzativo per i parenti più zelanti). Quindi le quindici pagine vengono spalmate tra i rimanenti 59 giorni, e che saranno mai sedici pagine anziché quindici? E via così che non c’è mica problema, poi il lunedì c’è il calcetto, il martedì ti sembra di avere la febbre anche se non ce l’hai, però per sicurezza è bene non affaticarsi (e c’è la champions league), e il blog, i commenti a cui rispondere, la barra di emule da osservar scorrere e poi un giorno guardi il calendario e ti accorgi che ti rimangono ancora giorni uno per studiare e che dovresti fare 839 pagine (il primo capitolo mica lo chiede mai nessuno) per recuperare.
Caso b: le cose che non è obbligatorio fare.
Queste non le fai e bon.

E ora andrei a studiare se non fosse domenica e se non avessi questo terribile mal di testa, sarà mica influenza, ora me la misuro che, coff coff, un 36.9 (ma per arrotondamento è 37) me lo sento proprio addosso.


Vostro greenwich, con in bocca una Marlboro Rossa.


sabato, 25 novembre 2006, ore 12:17

Dopo le mai riuscite reunion dei Guns'n'Roses, la reunion dei Duran Duran, che ha visto un Trentamarlboro piegato dall'emozione, e la reunion dei Take That, che ha visto radunarsi ai concerti trentenni vestite come liceali, in questo indubbio crescendo qualitativo ora fremo nell'attesa di rivedere Alessandro, Attilio, Manolo, Pino e Fabrizio dare nuova vita ai Ragazzi Italiani.


Se questo fosse vero amore vero amore
Tu non mi lasceresti mai
Non c'e' bisogno di parole
Per spiegare noi
Quello che voglio lo sai
Adesso dimmelo semplicemente
Se veramente
Mi vuoi

(da Vero Amore, scritta da Manolo mentre stava con Pinuccia, cattolica convinta e presidentessa del CSM, Comitato per il Sesso dopo il Matrimonio)


Vostro greenwich, con in bocca una Marlboro Rossa.


mercoledì, 22 novembre 2006, ore 19:30

Il seguente post è la quarta prova per oscarblog



Sergente Greenwich! Sergente Greenwich! Mancano venti secondi porca paletta! Quanto cazzo gli ci vuole a crackare i sistemi informatici di quegli alieni?!

Poco Capitano Brakko, ancora poco! Ci siamo quasi... Fatto!

* Gli alieni minacciano la terra. Duecento milioni di soldati sono già morti per salvarla, schiacciati dall'incredibile potenza militare aliena. L'umanità è quasi tutta ridotta in schiavitù dai terribili invasori e la resistenza è ormai allo stremo delle forze. A Greenwich, guardando Indipendence Day in replica su Italia7Gold, gli viene l'idea giusta per salvarci tutti. *


Uno per tre e tre per uno perché! Insiseme noi usciamo sempre dai guai! E difendiam la terra..
Greenwich, la pianti! La situazione è delicata!
Non si preoccupi capitano, la mia idea sta procedendo benissimo!

* Sull'astronave aliena, l'ordine di radere a zero l'intera terra sta per essere dato. Alleghiamo la traduzione del dialogo *

Caricare! Puntare! Fuoco!
Sullo schermo, il cursore diventa una clessidra.
Sei sicuro di voler cancellare gli elementi selezionati?
Sì.
Impossibile trovare un file di periferica necessario per eseguire Windows o un'applicazione di Windows. Riavviare il sistema.
Mah. Fuoco!
La periferica non e' installata, non funziona correttamente, o non tutti i drivers sono stati installati. Errore 010
Maledizione! Fate fuoco dall'altra astronave!
Altra connessione di Distruzione remota attiva. Disconnettere l'altra.
Ma non è possibile! Distruggete quel pianeta, è un ordine!
Impossibile accedere a Armi Nucleari. Periferica non pronta.
Usate i laser! Siamo alieni, suvvia!
L'applicazione non risponde. Potrebbe essere occupata
Scotty! Più potenza!
Questa modifica potrebbe influenzare una o più applicazioni registrate. Continuare?
Bypassate il sistema e fate fuoco!
This programm cannot be run in DOS mode
Mi sto innervosendo porca l'oca. Ecciùùù! Pure il raffreddore adesso...
ATTENZIONE: il computer potrebbe essere affetto da un virus
Ecco, questa ci mancava.
Eseguire il format di c:? Fare il backup prima di continuare. In questo modo tutti i dati andranno persi.
No.
E' stato scelto Sì.
Formattazione in corso. La seguente operazione può richiedere alcuni minuti.
Errore durante l'accesso al registro di configurazione del sistema. Verificare che i cavi di collegamento siano inseriti e le armi ricevano corrente. Verificare che l'alimentatore sia collegato, se l'arma ne prevede uno. Se l'arma continua a non funzionare, contattare l'amministratore di sistema.
Contattate l'amministratore di sistema! Presto!
Signore, è lei l'amministratore...
Dunque?
Dunque la soluzione la ha lei.
No, non ce l'ho.
E' un guaio, credo.
Lei è il nuovo amministratore soldato! Ha una soluzione?
No signore.
Incompetente! Ora ti incenerisco, tiè! *Zzap*
Signore, l'unica possibilità...
Avanti! Mi dica!
L'unica possibiità è passare a Linux.
Che?
Linux!
Facciamolo!
Signore, credo sia troppo tardi...
* Il monitor lampeggia *
Formattazione completata.
Che significa?
Che l'astronave adesso è fuori controllo.
Oh.
* L'astronave esplode in mille pezzi. Nello spazio uno schermo è alla deriva. Ancora lampeggia *
Grazie per aver scelto Windows XP

_________

Quando il pc prende vita e decide di smettere di funzionare senza un perché, ecco cosa può succedere mentre reinstalli windows xp.  ¬¬

Vostro greenwich, con in bocca una Marlboro Rossa.


sabato, 18 novembre 2006, ore 20:40

Orbene, siccome io c'ho ventidue anni ma pure un ballino così di responsabilità, o se vogliamo definirle meglio, possiamo dire uno scatafascio così di responsabilità, dirette o indirette nei confronti dell'attività che dirigo, bene, mi son detto, andiamo dal commercialista a far due chiacchere.
Due chiacchere come quelle che si fanno tra amici davanti ad un buon bicchiere di bianco o un caffè o una birra, vedete voi, però due chiacchere.
E com'è, come non è, è venuto fuori che io sono ricco. Anzi no, ricchissimo.
Di qualità umane, gli faccio io e lui mi squote la testa e mi fa no no, di quattrini.
E io ero tipo appena stato in banca e il cassiere, alla vista del mio saldo, gli è venuta la ridarella isterica, perché un conto a quella maniera neanche un immigrato senza braccia di Pizzighettone ce l'ha.
E allora faccio al commercialista che forse si è dimenticato chi è che ha davanti e che uè, sveglia, cioè, ti ricordi di me? Ma mi conferma che io sono ricco da far schifo e che non ha bevuto poi molto quella mattina e che niente canne niente droga, in quell'ufficio.
E sicché indago un po' e viene fuori che io sono ricco da far schifo ma solo per una persona, ovvero Padoa Schioppa, che è anche il nuovo fiammante ministro dell'Economia.
Secondo gli standard di Padoa, io sono ricco dunque.
Ah.
Faccio qualche ricerca e viene fuori che l'Italia è in crisi, che qui si va indietro invece che avanti, che nessuno c'ha più un quattrino e quindi si abbisogna di soldi e pure molti, altrimenti l'Italia si blocca e gli uffici chiudono e che invece altrove, tipo in Spagna, tutto va alla grandissima e ti rimborsano tutto il biglietto se il treno arriva con cinque minuti di ritardo, robe che cinque minuti li accuso io quando vo in bagno, per dire.
Bon.
C'ho studiato sopra e ho capito dove sbaglia Padoa.
Il male di tutto è Splinder.
Sì, splinder. Casa nostra insomma.
Vi ho preparato pure le slide per illustrarvi la mia teoria.
In sostanza, la gente invece di lavorare giù duro per impedire a Padoa di considerare me ricco (ah ah ah ah scusate ma non ce la faccio a trattenermi, ormai compro pure il pane col leasing e sono ricco ah ah ah ah), va per blog e non produce, non producendo non si lavora e l'Italia mi retrocede (o una parola simile comunque) tipo la Juve.


Slide A.

Presente no quella roba chiamata lavoro che voi andate da un tizio lavorate per esso e poi lui alla fine del mese o a metà mese vi dà una busta con un assegno che poi voi lo date in banca e in banca vi dicono beh, per sto mese la casa non ce la pigliamo! Grazie e arrivederci? Ecco, quello.
Mediamente, la gente entra al quella roba là chiamata lavoro tra le 09:00 e le 10:00 produce fino alle 13:00 e poi va in pausa pranzo. Rinizia a lavorare alle 14:00 e smette di lavorare tra le 18:00 e le 19:00.
Bene, secondo le statistiche del mio blog, ma se controllate le statistiche del vostro blog è la stessa cosa, la maggior parte del traffico si registra in quelle fasce orarie, con tanto di flessione durante la pausa pranzo. Andate a vedere il vostro account shinystat. lunedì quando rientrate al lavoro e mi darete ragione!

Slide B.
lunedì venerdì
Quella roba là chiamata lavoro, inoltre, si perpetra dal lunedì al venerdì e il sabato e la domenica si lasciano al lavoratore (voi) per andare all'Ikea o all'Esselunga o dove vi pare, perché la domenica è sacra e il sabato, a quanto pare, pure.
Stando sempre alle mie statistiche, il traffico rimane stabile dal lunedì al venerdì con un crollo verticale durante il weekend.




Slide C.
Il datore di quella roba là chiamata lavoro assume una persona (tu) per espletare dei compiti prefissati. Se li espleti bene bene fai pure carriera ma la fai pure se qualcuno ti raccomanda, però comunque, fondamentalmente, il tuo obiettivo è quello di espletare al meglio i compiti dati dal datore di lavoro. Chiaro no?
Guardando le mie statistiche si evince invece che, non solo la gente non lavora ma va per blog a farsi i cazzi altrui, ma ci arriva pure facendo le peggio ricerche, proprio da deviati. Ora, siccome l'ozio è il padre di tutti i vizi (massima che lessi per la prima volta su Topolino detta dal nipote scassamaroni di Pippo, sic!), è chiaro che la vostra depravazione che fino a qui vi ha condotti è dettata da un eccessivo ozio.
Conclusioni:
Bene, siamo alle conclusioni. Siete dei fottuti depravati, che magnano alle mie spalle e che per questo c'è sto Padoa, che io manco mai ho incontrato, che mi considera ricco. Ora, siccome ricco io non sono giurin giurella, vi chiedo cortesemente di fare qualcosa di utile mentre leggete queste righe (perché so benissimo che la maggior parte di voi le leggerà lunedì eh), che ne so, spillate dei fogli, mandate un'email a qualcuno, timbrate dei documenti a caso, ma sant'iddio, lavorate, perché qui o schioppo io o Padoa Schioppa!

Vostro greenwich, con in bocca una Marlboro Rossa.


mercoledì, 15 novembre 2006, ore 17:33

La gente mi ha sempre affascinato. Gente intesa come gruppo di persone. Capita di conoscere persone banali, capita di conoscere persone estremamente banali. Quelle che arrivano alla sera e mentre guardano Distretto di Polizia insieme fanno i commenti ad alta voce "uh, lei è triste perché è morto Ricky Memphis" "porina mi fa una pena guarda" ( sta succedendo in questo momento, nell'altra stanza. Se non fosse che leggerete queste righe tra qualche ora, vi chiederei di uccidermi o di venirmi a prendere, vi prego. Ah, qualcuno mi dice come ci si può chiamare Ricky Memphis e non essere diventato autistico nel frattempo?) ad esempio sono persone estremamente banali; io che mi ci sento un po' banale, posso dire "stasera c'è Dott. House", ma più giù non mi spingo, ecco e sopratutto io a chi commenta mentre House parla, lo fucilerei. .
Dicevo della gente.
Immerse nella gente, anche le persone banali scompaiono; perché comunque diventano moltitudine e all'interno di tale moltitudine tutto diventa affascinante. Sì, sembra una stronzata, me ne rendo conto. Magari lo è.
Camminare per una piazza pullulante di gente, in un mercoledì di mercato con il sole bello alto e il cielo azzurro, mi ispira sempre. Cosa non si sa, però mi sento ispirato. Capita che ho dieci minuti liberi, mi ordino un caffè al vetro e mi metto seduto fuori dal bar, ben stretto dentro al giaccone di pelle razziato a babbo e penso alla gente che passa. Ci penso proprio, alla gente che passa. Mi piace pensare a ciò che pensa quella persona o quell'altra. Non so se succede solo a me; da una parte spero di no, perché mi sentirei un pelo impazzito, dall'altra invece il mio bisogno di distinguermi ne sarebbe adeguatamente soddisfatto. E con la tazzina fumante stretta nella mano gelida, ché io d'inverno ho le mani o particolarmente fredde o particolarmente calde, senza vie di mezzo, mi metto lì e guardo.
Osservo il trentenne con lo sguardo fisso sul pavé del centro storico, mentre cammina, distratto, vagamente triste, e mi chiedo quale problema possa affliggerlo. O perché il ragazzo stretto nel giubbotto firmato, che cammina guardando dritto avanti a sé, abbia tirato un calcio a quella lattina di cocacola, con tanta violenza. Che problemi potrà mai avere un vent'enne col giubbotto firmato che cammina spavaldo? Problemi d'amore, mi dico, evidentemente la sbarbina non gliela dà. Ci godo, stronzo, te la devi sudare. Vedo il vecchietto col bastone, che si toglie il cappello al passaggio della distinta signora e la saluta ossequioso e che riprende la marcia, lento ma deciso, verso chissà dove. Una persona determinata, che comunque sa di morire tra poco (se per caso mi leggessi, vecchietto col bastone, tranquillo che non succederà a brevissimo) ma che è sereno, perché la sua vita l'ha vissuta e può permettersi di fermarsi e togliersi il cappello, che ora non c'è più fretta di arrivare. E vedo la mamma sorridente col figlio in collo, che stringe la sua gioia formato pupo, e vedo la mamma frustrata col bimbo che piange, ma che ha la mia solidarietà, un bimbo che piange è un bimbo che non viene accontentato e un bimbo che non viene accontentato è un bimbo che non crescerà viziato. E l'elicottero che passa sullo sfondo e il suo pilota che in quel momento penserà a "cazzo quanto è alto quassù, bello!". In elicottero non ci sono mai stato, ma se c'andassi io penserei questo. Oppure, più verosimilmente, al fatto che se mi schiantassi ora mi porterei dietro almeno una ventina di persone, più un tot di feriti, alcuni pure gravi, tiè. Si passa per la massaia sconsolata, che magari non sa come pagare l'affitto, all'avvocato che parla al telefono determinato e sicuro mentre la moglie, a casa, gli mette le corna con il garzone dell'alimentari. E vorrei fermarli per chiedergli la loro storia, perché la storia delle persone mi affascina, mi affascina conoscere le persone. E' come entrare in libreria ed essere attratti dal titolo di un libro e rimanerne talmente intrappolati da doverlo comprare per sapere cosa nasconde. Ecco, io, ogni tanto, vorrei sapere cosa nasconde quel sorriso, quel grugno o quello sguardo. E le persone son libri che mi piace sfogliare, leggere e conoscere. Quando mi dicono "a lui, lui lo devi conoscere assolutamente, perché è troppo simpatico, ti piacerà senz'altro", io divento subito sospettoso, perché mi ricorda quando mi dicono "quel libro, quel libro lo devi leggere assolutamente, perché è scritto troppo bene, ti piacerà senz'altro" e poi il libro mi fa schifo.
E mentre poso la tazzina sul tavolo spoglio e mi tiro su il bavero del giaccone razziato a babbo e mi accendo una sigaretta e mi chiedo se qualcuno in quella piazza abbia incrociato il mio sguardo anche solo per un millesimo di secondo e si sia chiesto chissà a che pensa quello là.


"starà pensando alla figa".


E non avrebbe tutti i torti.

Vostro greenwich, con in bocca una Marlboro Rossa.


lunedì, 13 novembre 2006, ore 22:24

Stasera sul due davano un simpatico filmetto.
Stasera, due minuti fa. Dunque, un grandissimo Jack Black traviava dei bambini di una scuola elementare, gli insegnava il rock, gli faceva ascoltare i Led Zeppelin e gli spiegava chi erano i Sex Pistols. Impartiva ordini, come ogni leader fa. Tipo che a tre ragazzine gli diceva di fare le groupie. Le bagasce, praticamente.
Non solo, per far questo fingeva di essere insegnante, si sostituiva al suo coinquilino, usava l'aula per dar lezioni di solfeggio invece che di matematica, li rapiva una volta, li circuiva, gli mentiva e, dulcis in fundo, i ragazzini erano contentissimi di ciò. I genitori, dei fottuti conservatori, prima erano proprio arrabbiati di brutto, poi alla fine, sentendo i figli suonare e/o cantare, andavano in visibilio con scambi di battute tipo
 "ehi, bravo tuo figlio!".
Il film finisce con Jack Black che apre una scuola di rock.
Fico.
L'altro giorno un'insegnante a Milano veniva sorpresa mentre si sbatteva un paio di studenti tredicenni, usava l'aula per dar lezioni di solfeggio (fine battuta) anziché matematica, li circuiva, gli mentiva e, dulcis in fundo, i ragazzini erano contentissimi di ciò.
Il fine sillogismo mi porta ad attendere l'apertura di una scuola dedicata.


Vostro greenwich, con in bocca una Marlboro Rossa.


sabato, 11 novembre 2006, ore 00:43

La bestia nera di ogni buon ristoratore è il critico culinario.
Critico culinario è, solitamente, un signore ben panciuto, occhiali sulla punta del naso, calvo o parzialmente calvo, giacca in tweed e camicia totalmente scoordinata dal resto dell'abbigliamento. Critico culinario si fa chiamare dottore e gongola quando è chiamato dottore, lo vedi proprio che gli si arrossano le gote paffute.
N.B.: critico culinario non è dottore in nulla, non serve una laurea per mangiare e, attualmente, non ne esistono. Certo che, considerando la quantità di riforme che il mondo universitario vede di anno in anno, non è escluso un corso di laurea in "Pastasciuttologia gestionale" (estremamente simile a ingegneria gestionale e altrettanto inutile). Se volessimo fare una scala di possibili professioni che si possono perseguire senza laurea ecco ove si pone critico culinario:
1.professionista
2.casalinga
54. disinfestatore
107. puttana
244. mutilato di guerra, saltato su una mina antiuomo, è senza gambe e braccia (e pure il pistolino)
245. critico culinario
246. appestato cieco e muto ai lati delle strade nelle favelas di Rio de Janeiro.

Critico culinario arriva e si mette a tavola. Ricorda sempre che critico culinario ha sempre ragione, in ogni caso. Lui lo sa e tu lo devi sapere. A tal proposito, critico culinario effettua sempre piccoli test attitudinali per scoprire fin dove arrivano le tue conoscenze e, durante tutto il servizio, sei sempre sotto esame.

#1
Green: Buongiorno
CC: Buongiorno

Il cameriere è educato?  sì [ ] no [x]
Note: non mi ha chiamato dottore

#2
CC: Bel ristorante.
Green: Grazie.
CC: Peccato per i tavoli piccoli.
Green: Beh, piccoli, quelli quadrati sono di un metro e venti di lato e quelli tondi sono di uno e sessanta.

Il cameriere sa che critico culinario ha sempre ragione? sì [ ] no [x]

#2bis
CC: la terra è piatta!
Green: Vero! L'altro giorno quasi cadevo giù!
Note: si è redento

#3
Sai che è un critico ed ogni ristorante ha una carta particolare per critico culinario. Dodici tipi di primi, quindici tipi di secondi, otto dolci differenti. Gli ingredienti arrivano direttamente dall'orto e, in via del tutto eccezionale, la muffa viene grattata via da sopra gli alimenti scaduti. La carta è rilegata in pelle umana e foderata in oro. Si appone, solitamente, anche un cinquantone in seconda di copertina.

CC: Vorrei dei tagliolini con peperoni freschi, albicocche e prezzemolo.
Green: Mi scusi, non so dove li abbia letti ma non li abbiamo in menù

La carta del ristorante è varia? sì [ ] no [x]
Note: Il cameriere è anche indisponente

#4
CC: Va bene. Vorrebbi delle pappardelle al ragù di cinghiale.
Green: Si dice vorrei, dottore.

Il cameriere è particolarmente maleducato?  sì [x] no [ ]
Il cameriere è sarcastico?  sì [x] no [ ]


E il pasto prosegue così, con continui esami e test.

#5
CC: Dunque, mi decanti le proprietà organolettiche di questo vino, a memoria.
Green: Ma...
CC: Avanti!
Green: Professore, ieri non ho potuto studiare perché dovevo lucidare i bicchieri.
CC: Le metto quattro eh!
Green: Ma così mi rovina la media professore, per cortesia...
CC: Per questa volta passi, però domani mi torna con le proprietà organolettiche di questo vino e anche con il canto XXI della Divina Commedia.
Green: Grazie professore

Il cameriere ha studiato?  sì [] no [x]
Note: Un 4 sul registro

#6
CC: Se Pierino compra 4 tagliate alla mamma e a pranzo ne mangiano due, considerando che il prezzo del controfiletto al chilo è di 16 euro e Pierino per fare il furbo ha comprato del sottocoscio a 12 euro al chilo, quante mele ci sono nel paniere?
Green: Non lo so professore...
CC: ahi ahi ahi, non mi ha studiato matematica!
Green: Oggi mi interroga a chimica e allora...
CC: Lei è intelligente, ma non si applica abbastanza!
Green: Mi sono laureato quindici giorni fa professore...

Senza contare che, per capire l'elasticità e la prontezza della cucina, critico culinario cambia idea ogni due minuti ed è estremamente lagnoso.

#7
Green: Ecco qua le sue pappardelle al cinghiale.
CC: Invece voglio delle tagliatelle ai funghi, anzi no, al tartufo, anzi no, voglio dei pici all'aglione.
Green: Non si preoccupi, glieli porto subito.
CC: Le ho detto pici all'aglione? Intendevo dire delle pappardelle al sugo di lepre.
Green: Cinque minuti e arrivano.
...
Green: Ecco qua!
CC: Ah ma la lepre è morta? Speravo fosse viva... Uffa. Non le voglio più.

#8
CC: Questa pasta è scotta!
Green: E' una zuppa dottore...
CC: Non importa, è scotta!

#9
CC: Il gelato è freddo!
Green: Si chiama gelato dottore.
CC: Io voglio il gelato a temperatura ambiente. E che non si sciolga mi raccomando.
Green: Farò il possibile.

Dopo due minuti torno con un gelato a temperatura ambiente ancora ben solido.

CC: Sono passati due minuti, non mi va più.


E poi, finalmente, il conto. Chiaramente critico culinario, da che mondo è mondo, non paga.

#10
CC: Il conto per cortesia.
Green: Siamo apposto così, non si preoccupi.
CC: Ah, ben gentili, ne terrò conto nella mia accurata recensione, avete preso votazioni molto alte.
Green: Detto tra di noi, dove sarà pubblicata? Corriere della Sera? La Stampa? Riviste specializzate del settore?
CC: Nel giornalino del circolo ricreativo arci di Pisciabuttone Inferiore, Matera.
Green: :|


Vostro greenwich, con in bocca una Marlboro Rossa.


mercoledì, 08 novembre 2006, ore 01:21

Per questo post avremmo voluto consumare almeno tre o quattro sigarette.



Ore 12:00

Cervello: Culone, stai per finire il pacchetto. Oggi pomeriggio il bar è chiuso.
Green: Tranquillo. Ne ho uno di riserva nel cruscotto della macchina. Lo tengo lì apposta.
Cervello: Lo abbiamo preso due giorni dopo avercelo messo non ricordi?
Green: Sicuro? Mah. Comunque ne ho un altro nella tasca del giubbotto.
Cervello: Io le tasche me le ricordavo vuote.
Green: Non quello di oggi, l'altro.
Cervello: Ah ok, allora nessun problema.

Ora 19:00
Green: Toh, l'ultima sigaretta!
Cervello: Tanto c'è il pacchetto nel giubbotto non quello di oggi, l'altro!
Green: Appunto!

Ore 21:00
Green: Ah, che cena. Sono proprio pieno.
Cervello: A chi lo dici. Sai cosa ci starebbe bene ora?
Green: Una sigaretta?
Cervello: L'hai detto. Vai a prendere l'altro giubbotto dai.
Green: Mh.
Cervello: Che c'è?
Green: Le tasche sono vuote.
Cervello: Avevi detto che c'era un pacchetto, stronzo.
Green: Mi sono sbagliato.
Cervello: E ora?
Green: Usciamo e andiamo a comprarle.
Cervello: Allora lo vedi che sei stupido? Dove vuoi andare a comprarle? Il bar è chiuso e non ci sono tabaccai nel giro di venticinque chilometri.
Green: Lontani.
Cervello: Molto lontani. Che ore sono?
Green: Le ventuno e tre. Quanto manca alle sei?
Cervello: Aspè che faccio due conti. Otto ore e cinquantasette minuti.
Green: Sono tante. Dobbiamo ingannare l'attesa.
Cervello: Mettiti al computer.
Green: Ma mi viene voglia di fumare.
Cervello: Allora studia.
Green: Mi viene voglia di fumare.
Cervello: Tirarsi una sega?
Green: E dopo però mi vene voglia di fumare. Provo a recuperare il tabacco da quelle già fumate.
Cervello: Non abbiamo cartine.
Green: Lo fumo nel cartone del latte.
Cervello: Così poi moriamo di embolia per tirare. Inganniamo l'attesa, tanto manca poco.
Green: D'accordo, sarà uno scherzo.

Ore 21:07
Green: Hai detto qualcosa?
Cervello: No no, muto come un pesce.
Green: Mi sembrava tu avessi detto qualcosa.
Cervello: No, mi spiace.

Ore 21:10
Green: Quanto manca?
Cervello: Otto ore e cinquanta minuti.
Green: Ne è passato di tempo eh.
Cervello: L'equivalente di una sigaretta e mezzo.
Green: Non molto.
Cervello: No.

Ore 21:12
Green: Basta, vado a comprare le sigarette.
Cervello: Li hai gli spiccioli?
Green: Una banconota da cinquanta e settanta centesimi.
Cervello: Che schifo.
Green: Sob.
Cervello: Non possiamo essere vittime così del fumo.
Green: No, infatti. Andiamo a letto, l'attesa passerà più velocemente.

Ore 02:00

Cervello: Che ore sono?
Green: Le due. Così è questa l'astinenza eh? Me la immaginavo più dura.
Cervello: Già, è sopportabile.
Green: Senti...
Cervello: Dimmi.
Green: Ma se mi sparo?

Vostro greenwich, con in bocca una Marlboro Rossa.


lunedì, 06 novembre 2006, ore 01:10

Visto che qui, di dormire, proprio non se ne parla, mettiamoci sotto e facciamoci i cazzi mia.
Dunque, in Grecia, fino al settimo secolo avanti Cristo (quindi proprio un botto di tempo fa) gli scambi commerciali funzionavano col baratto.
Solo che creava un sacco di problemi, perché presente quando giocate a Monopoli e trovate la testa di cazzo che Largo Traiano proprio non ve lo vuole cedere in cambio di Vicolo Corto? Ecco, preciso uguale.
E poi non potevi risparmiare, perché che fai, ti metti ad accumulare arance o datteri? Le arance e i datteri marciscono e quindi o li consumavi o li scambiavi (capito clauz?) e non è che potevi dire, adesso campo di rendita che ho messo sotto il materasso ben due tonnellate d'arance.
Quindi un bel giorno del settimo secolo avanti Cristo (che ribadisco è un botto di tempo fa) qualcuno decise che era l'ora di finirla col baratto e quindi inventarono la moneta.
Toh, la moneta! Adesso si risolvono un sacco di problemi, tipo che quando proprio volete Largo Traiano e la testa di cazzo non ve lo cede, potete aggiungere sul piatto pure un bel mazzetto di fogli azzurri da 100 rendendo quell'affare irrinunciabile!
E da lì, ad oggi, non è che sia cambiato poi molto il sistema commerciale.
Io do a te qualcosa, tu dai a me moneta.
Semplice, sperimentato, oliato, che poi voglio dire, vabbè che siamo d'apprendimento lento noi italiani, ma dal settimo secolo avanti Cristo, di tempo per capire ce n'è stato no?
Ora vi faccio un esempio pratico (ricordate che noi italiani siamo d'apprendimento lento):
c'è un tizio che vende cibo. Chiamiamolo, per convenzione, Greenwich.
Ce n'è un altro che è intenzionato all'acquisto di cibo. Chiamiamolo, per convenzione, Amigu.
Ora, se il cibo che vende Greenwich è fallace nelle caratteristiche, ovvero(*) non rispetta le aspettative del cliente ovvero(*) è cattivo, ovvero(*) Amigu non si sente soddisfatto da ciò che gli viene offerto, Amigu non consuma il cibo di cui intendeva portare a termine l'acquisto.
Se, invero, Amigu il cibo se lo consuma tutto e ci si beve pure il caffè la grappa e tutti i pinzillaccheri collegati all'acquisto di cibo, si può giustamente presumere che Amigu sia soddisfatto dal servizio offertogli da Greenwich e che quindi, lo scambio commerciale si può portare a termine, ché se funziona così dal settimo secolo avanti Cristo, qualcosa vorrà pur dire no.
Dunque, per completare la transazione Greenwich presenta il conto del compenso pattuito in precedenza ad Amigu, Amigu lo guarda, poi guarda Greenwich e poi, bello bello se ne esce che no, lui il cibo acquistato non lo paga che era cattivo, anche se beh, che vuol dire, la scarpetta nel piatto mica vuol dire per forza che invece non c'erano problemi.
Ne segue rissa verbale particolarmente accesa, ove Greenwich tenta ripetutamente di avventarsi sull'avventato avventore, ove il genitore Greenwich tiene fermo il primogenito prima che possa azzannare, ove la moglie del cliente se ne esce con le frasi più infelici che si possano dire in queste situazioni, tipo non ci compromettiamo con questa gente, o ah! che gente maleducata, o ho i 26 euro che non ti darò di tartufo tra i denti andiamo via; ma non c'interessa, che a me quello che mi premeva era farvi una breve lezione di economia.

(*)sinonimo di oppure. Fatica vero? Pensate ad un chiarimento e invece no. Ne ho tempestati i libri di sti ovveri qua, quindi non rompete le palle ovvero quella è la porta.

Vostro greenwich, con in bocca una Marlboro Rossa.